ASAMI sensei a Gradara

Ecco un bel racconto del seminario da parte del nostro Jonathan sull’allenamento speciale che il maestro Asami, nostro ospite, ha condotto a Gradara!

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Questo mercoledì si è svolto un seminario speciale a Gradara, dove a tener lezione è stato Yutaka Asami sensei 8° dan Kioshi. Asami-sensei ha quasi sempre parlato in Inglese, fortunatamente qualcuno si è offerto per tradurre ciò che diceva, e qualche volta ha provato a pronunciare qualche parola in Italiano; vista la sua esperienza, il suo accento giapponese non “intacca” il suo Inglese e Italiano. Il seminario si è svolto in tre parti: nella prima parte, che io ho trovato come qualcosa di “infernale”, abbiamo svolto l’esercizio di uchikomi suburi (caricare fino a quando la Shinai, ovvero la spada in bambù, non tocca il fondoschiena e poi fare men), per 100 VOLTE!!!!! Mettiamoci pure che ero l’ultimo a contare (si conta fino a 10 e poi si passa alla persona a fianco, in questo caso abbiamo contato in 10) e capite che ci debba essere stato una sorta di miracolo per aver potuto svolgere un esercizio del genere.

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Il Sensei però è stato buonoe alla fine della prima parte ci ha permesso di ritirarci negli spogliatoi, ove abbiamo potuto bere e riprenderci nel tempo di 5 minuti. La seconda parte è stata teorica: Asami sensei ci ha distribuito un paio di fogli a testa, dove erano scritte alcune informazioni particolari sul Kiai, sul Kamae (la guardia), sulla pressione, sulla distanza, sul movimento, sugli attacchi e sulle parate: una cosa molto importante da ricordare, che ci ha ribadito Asami-sensei, è quella di un Kamae molto “stabile”, altrimenti si rischia un men da parte dell’avversario. Altra cosa interessante che abbiamo approfondito è un breve studio sugli “inviti” (zone dov’è è possibile colpire) lasciati dall’avversario mentre para. Ed infine la terza parte, che per me è stata la più bella: il JIGEIKO (Combattimento libero)!!!! Emoticon colonthree Questa è stata pure la mia prima volta: nonostante la mia condizione di novizio e il fallito tentativo di fare alcuni Men (mi sono beccato vari Men-debana-Kote e Men-debana-Do), ho pur sempre assaporato la bellezza di un vero combattimento e un Kiai bello forte “rinvigorisce” sempre i combattenti! Yutaka Asami sensei è anche un maestro molto simpatico, comprensibile e parecchio disponibile per chi è ancora all’inizio della “Via della Spada” (tipo il sottoscritto)! In parole povere è stata una bella ed utile esperienza!

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SHINGEN al Winter Kendo Seminar di Bruxelles

È passato più di un mese da uno degli eventi più importanti del 2014 per il nostro gruppo di Kendo, al quale hanno partecipato cinque membri, ovvero il seminario invernale organizzato dalla Federazione Belga (ABKF) dal 15 al 21 Dicembre. Una grande occasione per poter praticare per un’intera settimana (2 appuntamenti giornalieri, con tanto di allenamento alle 7 di mattina!) sotto la supervisione di ben 15 Sensei guidati da Nobuo Hirakawa, 8°dan Kyoshi.
Una menzione e un ringraziamento particolare va di nuovo ai Sensei e a tutti gli amici, vecchi e nuovi, con cui abbiamo condiviso momenti di pratica ad altissimo livello ma anche di grande convivialità – da Marc Lesueur al gruppo di studenti e studentesse delle Università Tokai e Meiji, fino agli amici dell’Associazione Romana Kendo che ci hanno raggiunti per la Nakakura Cup.
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Seminario invernale CIK 2014

Nella giornata di sabato 6 dicembre, 3 membri dell’associazione Shingen sono andati a Modena per prendere parte all’annuale seminario invernale di Kendo della CIK.

Il seminario si sarebbe articolato su due giorni, ma vista la fitta lista di impegni di questo periodo dell’anno, a malincuore si è optato per una trasferta in giornata.

La delegazione giapponese di quest’anno era composta dal maestro Sakudō Masao, hachidan hanshi, e dai maestri Hanazawa Hiroo e Nasu Nobuo, hachidan kyoshi, oltre a tanti alti gradi CIK!

Kangeiko Modena 2014-dic06-1510Dal punto di vista dell’allenamento abbiamo passato una prima parte della mattinata seduti ad ascoltare le parole di Sakudō-sensei su varie tematiche, per poi dividerci in tre gruppi in base al grado e dedicarci allo studio dei kata. Dopo una pausa pranzo di un’ora e mezza ci siamo ritrovati e nuovamente divisi. Nel nostro gruppo, guidato da Nasu-sensei, abbiamo praticato kirikaeshi, studiato il seme e le occasioni per colpire e praticato hiki waza. Infine abbiamo sciolto i ranghi e ci siamo dedicati al jigeiko, di cui una prima mezzora ha visto i kendoka da godan in su fare da motodachi, e la seconda è stata completamente libera. La giornata si è conclusa con una breve pratica di kakarigeiko.

Ogni seminario presieduto da maestri giapponesi si può dire che presenti degli elementi costanti: in primo luogo un’altissima qualità dell’insegnamento, sotto un profilo tecnico. In secondo luogo il focus sulle basi, su cui si costruisce tutta la pratica e la cui importanza i maestri non si stancheranno mai di sottolineare.

Ma c’è qualcosa che è ogni volta unico, ovvero il vissuto, la personalità e l’approccio didattico dei singoli insegnanti. Nell’ultimo periodo la Shingen si è presentata a Novara, a Verona, a Bologna e infine a Modena. In tutti questi casi gli hacidan hanno portato la loro personale esperienza, il loro personale approccio, e ci hanno mostrato come, se la linea d’azione è sempre quella, il modo di seguirla di ognuno di loro è completamente diverso. Questa volta è stato il turno di Sakudō-sensei di mettere in gioco la propria personalità.

Per prima cosa ci è stato spiegato cosa si intenda, in Giappone, con l’espressione kangeiko. Letteralmente si tratta di un “allenamento invernale”, ma mentre in Italia pensiamo ad un seminario federale, in Giappone è un allenamento intensivo invernale più o meno lungo; all’università di Educazione di Osaka dove insegna Sakudo sensei, ad esempio, è di circa due settimane, in cui ogni giorno si segue un rigoroso programma di allenamento, con lo scopo di verificare ciò che si è raggiunto durante l’anno di pratica, rispondere alle domande che ci si era posti l’anno precedente, e porsene di nuove, per ricercare la soluzione nell’anno di pratica a venire.

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Non si studiano cose particolari in questa occasione, si praticano solo gli esercizi di base, quelli più faticosi, in cui in gioco non c’è solo la tecnica, ma anche e soprattutto lo spirito: ad Osaka sono 50’ di kirikaeshi, 50’ di jigeiko e 50’ di kakarigeiko solo la mattina, per poi fare 1h30’ di jigeiko il pomeriggio.

In Giappone le stagioni sono molto ben definite, ognuna è caratterizzata da un clima piuttosto violento e comunque gli eventi naturali di grande portata, spesso addirittura catastrofici (si pensi allo tsunami che ha colpito l’arcipelago nel 2009), sono molto frequenti Queste condizioni ambientali hanno fatto sì che l’uomo si abituasse a convivere con un mondo più grande e più forte di lui, a non sentirsene il padrone assoluto, ma un abitante tra tanti altri. Un abitante piccolo ma ingegnoso, che pertanto si deve adattare. E ogni stagione ha i suoi simboli. Quella che segue non è la versione letterale, ma un adattamento di alcuni versi che il maestro Sakudō ha recitato.

La primavera si respira nel profumo dei fiori,
l’estate si ode nel silenzio dei campi,
l’autunno è illuminato dalla luce della luna,
e l’inverno è coperto dalla neve.

Quella del kangeiko è una pratica invernale. Una pratica che deve avere qualcosa a che fare con la neve: la neve è fredda, dura da sopportare, ci mette alla prova. Ma essa ci ripulisce anche di tutto lo sporco, di tutti gli errori che le altre stagioni ci hanno lasciato addosso. È la morte apparente prima di un nuovo inizio.

Il maestro ha poi parlato dell’insegnamento, e soprattutto dell’insegnamento rivolto ai bambini. Il discorso non era limitato alla sola pratica del kendo, ma al futuro di quest’arte marziale e al futuro ruolo che i giovanissimi dovranno ricoprire nella società. Ha parlato dell’importanza dell’esempio, dell’ambiente in cui si vive e si studia, della relazione tra maestro e allievo, dell’importanza della figura materna e della famiglia in genere, a sostenere il bambino nel suo percorso.

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Di tutte queste cose non ha discusso in maniera nozionistica. Il maestro ha letto più di una poesia, per accompagnare il suo discorso. Un concetto credo meriti ulteriore riflessione:

Per sconfiggere un’altra persona basta la forza,
ma per sconfiggere sé stessi, è necessaria flessibilità e morbidezza!

È vero, se la natura ci ha forniti dei mezzi necessari, se siamo forti, se possiamo imporci, questo spesso può permetterci di vincere contro gli altri con la mera forza. Una forza, tra l’altro, che facilmente può sconfinare nell’ingiustizia e nel sopruso.

Ma per quanto ci accaniamo, per quanto tiriamo i muscoli, questo non ci aiuterà a vincere noi stessi. È come un cane che si insegue la coda: crede che girando più velocemente prima o poi la raggiungerà, ma quella coda è parte di lui, e anch’essa girerà più velocemente, mantenendosi fuori portata. Per vincere dunque serve flessibilità, ovvero serve capire di più di noi stessi, e piegarci laddove possiamo piegarci, modificarci laddove possiamo modificarci. È un lavoro di fino, un lavoro di pazienza, che richiede auto-ironia e imparzialità di fronte a sé stessi. Uno degli aspetti del kendo su cui dovremmo fare molta, molta più attenzione. Perché ci può trasformare in persone migliori.

Budo on the Beach & Trofeo della Moretta 2014

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[ENGLISH FOLLOWS]
Si è appena conclusa l’edizione “autunnale” del Budo on the Beach e Trofeo della Moretta, che quest’anno si è svolta a Novembre e con una formula inedita rispetto a quella solitamente collocata a inizio stagione.
L’evento, che ha avuto luogo nel nostro nuovo dojo di Fano e nell’ottimo palazzetto di Villa Ceccolini (Pesaro) si è sviluppato nell’arco di tre appuntamenti (seminario di kendo Venerdì sera e Sabato mattina, competizione di kendo Sabato pomeriggio e seminario di naginata Domenica mattina) e ha richiamato amici vecchi e nuovi che ringraziamo di cuore per aver contribuito con la loro partecipazione, il loro livello tecnico e lo spirito dimostrato.

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Interessantissimo il seminario tenuto dalla nostra Sensei Angela Papaccio, grazie a cui abbiamo avuto modo di affrontare il lavoro sui suburi con il bokken in un modo nuovo e certamente più propedeutico alla successiva pratica in bogu e shinai, nella quale abbiamo potuto far lavorare le gambe con esercizi che diventeranno sicuramente parte della nostra pratica quotidiana!
Per quanto riguarda il seminario di Domenica tenuto dal maestro Alessandro Aguzzi, al gruppo di praticanti Shingen si sono uniti dei “volti noti” provenienti dal dojo di kendo di Rimini, che hanno potuto ricevere un’introduzione sulla naginata con un allenamento sui fondamentali.

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Un grande ringraziamento va come sempre ad Angela Papaccio, grazie alla quale ogni anno riusciamo ad organizzare un evento di richiamo nazionale sia dal punto di vista dello sviluppo tecnico sia per quanto riguarda lo shiai, tuttora in fase di sviluppo nell’Italia centrale.

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Ecco i risultati del torneo a squadre:
Prima classificata: Okami Kendo Roma 1 (Ricciuti – Li Causi – Di Girolamo)

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Seconda classificata: Accademia Romana Kendo (Banchetti – Ricci – Rinaldi)

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Terza classificata: Parma Kendo Kai (Ghirardini – Paterlini – Morini)

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Terza classificata: Associazione Shingen 1 (Campanella – Agostini – Tabellini)

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Fighting Spirit: Simone Di Girolamo (Okami Kendo Roma)

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Ci vediamo alla prossima edizione!!!

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[ENGLISH]
The Autumn edition of Budo on the Beach and Trofeo della Moretta took place last weekend – this year’s edition has been moved to November and was structured with a new formula, as opposed to the one we usually have in September.
The event took place at our new dojo in Fano and at the excellent sports hall in Villa Ceccolini (Pesaro) and followed a three-days schedule: kendo seminar on Friday evening and Saturday morning, kendo competition on Saturday afternoon and naginata seminar on Sunday morning. We were delighted to host new and old friends and we thank them all for contributing with their participation, their technical level and the spirit that they showed.
The seminar, held by our Sensei Angela Papaccio, was really interesting as we had the chance to work on suburi using the bokken in a new way that prepared us to the next part with bogu and shinai, where we had our legs working with drills and exercises that will surely become part of our daily practice!
As for the Sunday seminar held by our instructor Alessandro Aguzzi, the Shingen group was very glad to welcome a couple of “known faces” from our neighbouring Rimini kendo dojo; they had an introductive lesson on naginata, and trained on fundamentals with the group.

Our biggest thanks, as always, goes to Angela Papaccio, thanks to whom we are able to organize a national level event every year that plays such an important role both for our technical development and for our shiai experience (as some areas in central Italy still has a long way to go in terms of competition quality and results).

Here are the results for the 3-person team competition:
1st: Ōkami Kendo Roma 1 (Ricciuti – Li Causi – Di Girolamo)
2nd: Accademia Romana Kendo (Banchetti – Ricci – Rinaldi)
3rd: Parma Kendo Kai (Ghirardini – Paterlini – Morini)
3rd: Associazione Shingen 1 (Campanella – Agostini – Tabellini)
Fighting Spirit: Simone Di Girolamo (Ōkami Kendo Roma)

See you next year!!!

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Inoue sensei a Verona

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L’associazione Shingen è sempre più attiva! Domenica 2 novembre due kendoka dell’associazione sono andati in missione a Verona, per prendere parte all’evento organizzato dallo “I Wa Ki Dojo”, presso il centro polisportivo Don Calabria; ben sei ore di auto tra andata e ritorno. Il motivo di tanto faticar è presto detto: il seminario è stato condotto da Inoue Shigeaki Sensei, 8° dan hanshi, figura di spicco nel panorama del kendo giapponese e responsabile della commissione tecnica della nazionale vincitrice ai campionati del mondo nel 2009. Ma non è dal curriculum che si capisce il reale valore di un maestro. Per noi, che siamo ancora bambini nel kendo, sarebbe bastato anche solo ascoltare ed osservare, invece abbiamo potuto essere partecipanti attivi e riuscire a fare keiko con il Maestro. Questo anche grazie al limitato numero di partecipanti, poco meno di cinquanta, ma di altissimo valore.

L’occasione è stata preziosa a maggior ragione dal momento che il Maestro, che ha settantasei anni ed alcuni problemi di salute, difficilmente potrà tornare a visitare il nostro paese con la frequenza e l’intensità che ha avuto finora (però ha detto di andarlo a trovare a Nara J )

Il titolo del seminario è, a quanto pare, una costante nel lavoro del Maestro Inoue, ovvero: keiko, keiko, keiko; a significare che al di là di tutto c’è una sola cosa che conta veramente nell’apprendimento del kendo (così come di ogni altra disciplina ed arte), ovvero la pratica, il duro e sincero allenamento.

Nonostante le premesse e il “motto” al centro della giornata di allenamento, non bisogna pensare che il maestro abbia rinunciato a portare quel bagaglio di conoscenze e comprensione profonda della Via che contraddistinguono persone di questo calibro (anzi, la contraddizione tra la parte “spirituale” e l’allenamento è puramente apparente). Sono stati toccati argomenti complessi e fondamentali della pratica del kendo, e siamo stati lasciati con un’esortazione: quella di trovare, ognuno di noi, la propria vera motivazione. Cosa vogliamo ottenere? Perché pratichiamo questa disciplina? Tali le domande di Inoue sensei, e nessuno aveva una risposta, o quantomeno una risposta chiara e univoca. Bisogna procedere per gradi; siamo stati invitati a porci degli obiettivi pratici, e a farci delle domande personali. Dobbiamo muoverci in una direzione, e nessuno tranne noi stessi può scoprire quale.

Dopo aver affrontato questo argomento e discusso dei tre tipi di sen cui fare ricorso durante il combattimento (notevole la spiegazione del Sei-Chu-Do per descrivere il quale il Maestro ha fatto riferimento alla volta in cui ha sostenuto l’esame per ottenere l’8° dan), siamo passati alla pratica.

Mattina e pomeriggio non sarebbero potuti essere più diversi: durante la prima parte dell’allenamento infatti ci siamo concentrati su kirikaeshi, kihon waza ed un rapido shiai ad eliminazione diretta, in ippon-shobu; dopo pranzo invece, inaspettatamente e con grande entusiasmo, è stato organizzato un torneo a squadre, per concludere infine con 45 minuti di jigeiko.

La domenica si è poi conclusa con “una” piacevolissima birra in compagnia di Murata sensei, Cipollaro e Rigolio, e dei compagni di pratica Guido Cabrele e Tommaso Cambi, entrambi dal neonato dojo Jo Fu Kan di Firenze. Gentilissimi i gestori del locale, che l’hanno aperto praticamente solo per noi (era il loro giorno di chiusura ed erano li solo per fare le pulizie!) e ci hanno trattati in maniera eccellente. Questa parte della serata è stata la conferma di un altra cosa molto importante detta da Inoue sensei. Può apparire faceto, ma al contrario è qualcosa di molto vero: “Che cosa significa la birra dopo il kendo?”, ha chiesto. La birra dopo il kendo significa diventare amici. Farsi nuovi amici o rinsaldare rapporti già esistenti.

Dopo la tappa al pub e una cena davvero ottima a base di risotto all’Amarone e bottiglia di Valpolicella Ripasso abbiamo ripreso la strada di casa. Le cose su cui riflettere che ci siamo portati dietro sono state le seguenti:

  • Vuoi diventare bravo nel kendo? Keiko, keiko, keiko!
  • Vuoi vivere al meglio il kendo? Stai con i compagni di pratica dopo il keiko.
  • Tieni a mente che i waza devono tradursi in azione concreta durante il combattimento. È relativamente facile eseguirli correttamente quando si studiano le basi, ma difficilissimo tradurli poi nella situazione reale.
  • Qual’è il tuo obbiettivo? Perché fai kendo? Rifletti e trova una risposta a questa domanda.
  • La frase che Inoue sensei ha voluto che ricordassimo: “Che cos’è la spada? La spada è mettere tutta la vita in ogni colpo.”
  • La frase con la quale ha concluso il seminario: “Today I’ve been impressed with some good kendo players. But I am sure that in the future, all of you will be good kendo players.”

Desideriamo ringraziare in primo luogo Inoue sensei e lo I Wa Ki Dojo, che ci ha ospitati e accolti. I maestri Livio Lancini, Takuya Murata, Bernardo Cipollaro, Luigi Rigolio, Andrea Spinelli, Yun-Sook Ma, Hermann Ceriello e tutti gli altri per il coordinamento, l’arbitraggio e i preziosi insegnamenti.

Ovviamente la nostra più grande gratitudine è per Inoue sensei, che credo davvero sia stato in grado di comunicare cosa significhi la qualifica di hanshi. La dimostrazione del fatto che il kendo non si limiti alla sola spada.

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE E’ ENTRATA A FAR PARTE DELLE A.S.D. RICONOSCIUTE DAL C.O.N.I.

Finalmente anche la nostra Associazione è entrata a far parte dell’albo delle Associazioni Sportive Dilettantistiche riconosciute dal C.O.N.I., infatti da questa stagione abbiamo deciso di affiliarci all’ente di promozione sportiva AICS tramite il quale abbiamo potuto ottenere il riconoscimento dal C.O.N.I. considerato un riconoscimento importante per ogni associazione dilettantistica come la nostra.

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E’ NATO IL NUOVO SITO SHINGEN!!!

Ciao a tutti, è nato il sito istituzionale del nuovo Dojo Shingen di Fano  www.shingen.it  ! Il sito non escluderà questo blog che rimarrà sempre attivo, nel sito troverete tutte le informazioni sul nostro nuovo dojo di Fano e sui corsi di Pesaro, mentre su questo blog potrete continuare a leggere gli articoli e i resoconti di stage ed eventi da noi organizzati e a cui partecipiamo,continuate a seguirci!!!

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RITIRO ESTIVO KOSHIKAN 2014

Già da tempo la fama del “più divertente ritiro estivo di Kendo”, ovvero il ritiro estivo del Koshikan, si è diffusa anche dalle nostre parti. Il luogo prescelto è un agriturismo a Montorgiali, in Toscana vicino a Scansano, zona peraltro già famosa per il bellissimo Campo estivo di Kendo per giovanissimi organizzato da Dado. Quest’anno che il nostro dojo è sotto la direzione tecnica di Angela Papaccio, non potevamo in alcun modo farci sfuggire l’occasione di parteciparvi. Il 25, 26 e 27 luglio abbiamo così mandato i nostri inviati speciali Sofia Campanella e Roberto Agostini a testarlo sul campo. Eccoci ora al resoconto di questa esperienza. Parola agli inviati:

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“Quest’estate il maltempo non ha aiutato a goderci i post-allenamenti in piscina, ma nonostante tutto è stato un ritiro grandioso! Siamo stati all’Agriturismo Perucci di Sopra, dotato di piscina, palestra per la pratica e per l’occasione riservato esclusivamente al nostro gruppo. Tre giorni di kendo, bagni e prelibatezze locali (non dimenticheremo facilmente quel cinghiale in umido…).

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Venerdì, dopo un ricco pranzo è arrivato il momento di mettersi al lavoro: corsa, riscaldamento, suburi con bokuto e shinai analizzando le ojiwaza (nuki, suriage, kaeshi); poi dopo un breve tuffo in piscina rieccoci a bere e mangiare in compagnia fino a tarda notte.

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Sabato è stato il giorno del kendo full immersion, anche perché a causa della pioggia non era possibile una full-immersion in acqua. È stato un allenamento più intenso: kirikaeshi, gigeiko e shiai-geiko senza però perdere di vista le basi.

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Tutto questo in preparazione della gara che si sarebbe tenuta domenica mattina, il “Frox Trophy”: 5 squadre, tutti contro tutti e le migliori due in finale. La nostra squadra, con lo special-guest Andrea Penazzi non si è classificata per le finali, ottenendo comunque buoni risultati. I finalisti sono stati il “New Frox Team” composto da Bernardo Fani, Francesco Paterlini e Federico Ghirardini, contro i “Corvi di Gradara” (Vincenzo Amarante, Niccolò Corti e Claudio Senia). Dopo una difficile finale i Corvi di Gradara sono usciti vincitori, sfoderando nelle foto finali tutta la loro forza e mascolinità, diciamo.

Ultimo pranzo, ultimo bagno in piscina e ultimi saluti con i vecchi e nuovi amici prima di partire verso l’Argentario per una sosta da amici prima di tornare a casa.

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Non vediamo l’ora di tornare il prossimo anno e ringraziamo tutti quelli che hanno reso questo ritiro così memorabile, in particolare Angela Papaccio e Mirial Livolsi. GRAZIE!”

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Esibizione di Arti Marziali alla “Festa della Gluppa” – Fano

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Venerdì 25 luglio siamo stati invitati a partecipare con una nostra esibizione alla tradizionale e seguita “Festa della Gluppa” a Fano; la nostra Associazione ha presentato delle esibizioni di AIKIDO, KENDO, NAGINATA, KARATE e KALARIPPAYATTU (arte marziale indiana) tutte discipline che saranno presenti con dei corsi per adulti e bambini nel nostro nuovo Centro di Arti Marziali e Discipline Orientali che aprirà il 1° settembre in Via IV Novembre a Fano.

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Attesa prima dell’esibizione…

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I Kata di Kendo

Nonostante un certo ritardo da parte degli organizzatori nella scaletta della festa che ci ha portati ad iniziare la nostra esibizione alle 22 passate, un nutrito gruppo di persone ha assistito alle nostre esibizioni con curiosità e interesse e alla fine abbiamo ricevuto anche i complimenti degli organizzatori stessi, cosa che ci ha fatto sicuramente piacere.

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Gli Shikake Ooji, le forme base di Naginata

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Il Karate Shotokan Tradizionale JKA

Ringrazio di cuore a nome di tutta la Shingen tutti coloro, allievi e insegnanti, che hanno partecipato a questo evento, sicuramente importante per pubblicizzare le nostre attività; un ringraziamento sincero va anche a Giuseppe e Mina del Kalarippayattu che ci hanno messo a disposizione con grande generosità il loro furgoncino e il loro aiuto per il trasporto dei tatami, nonchè il M° Marco Verna e i sui ragazzi del Karate Tradizionale, Tiziana per le foto e Suyo per le riprese video.

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Kendo col bogu

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Naginata col Bogu

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Isshu shiai, kendo vs Naginata, Sofia vs Daniela.

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L’esibizione di Aikido

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Forma di saluto nel Kalarippayattu

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Il maneggio dei bastoni infuocati, davvero suggestivo!

Arrivederci a tutti a settembre per l’inaugurazione ufficiale del nostro nuovo Centro, il “Dojo Shingen”!

Alessandro

Kendo&Jazz

Sabato 12 luglio i kendoka dell’associazione Shingen si sono mossi per raggiungere, presso Perugia, praticanti da buona parte dell’Italia centrale. L’evento, alla sua seconda edizione, è stato quello del “Kendo&Jazz”, organizzato dalla Fudoshin Kai Kendo Perugia in concomitanza con lo svolgimento dell’Umbria Jazz, momento di particolare vitalità per la città.

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Si può senz’altro dire che gli obbiettivi siano stati centrati in pieno: si sono riuniti membri dai dojo di Ravenna, Rimini, Lucca, Como, Firenze, oltre ovviamente ai membri di Perugia e alla Shingen. Ancora una volta si è potuto avere quello scambio informale e costruttivo tipico di queste occasioni, si è potuto mangiare, bere e passeggiare insieme, e soprattutto praticare insieme, sotto la guida del V DAN Bernardo Cipollaro.

Dopo un focus particolare sul lavoro di gambe, ci siamo concentrati su un aspetto fondamentale ad ogni livello: il rilassamento del corpo e la fluidità del movimento durante la pratica. Dopo il pranzo gentilmente offerto dai membri del dojo perugino abbiamo ripreso nel pomeriggio, e a partire dal lavoro di suburi abbiamo applicato il concetto ad intensità via via crescente, passando dall’uchikomi per arrivare infine al jigeiko, quest’ultimo per un’intensissima ora!

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Ammaccati e soddisfatti infine, noi e coloro che si sono potuti fermare abbiamo avuto modo di goderci la serata nel borgo storico della città, tra palchi e locali davvero interessanti!

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Dunque un grazie davvero sentito a tutti i partecipanti, a Bernardo Cipollaro, all’organizzatore e responsabile del dojo Paolo Molinaro e ovviamente a tutti i nostri anfitrioni della Fudoshin Kai Kendo Perugia. Aspetteremo con ansia la prossima edizione!