TAKEDA SHINGEN (1521-1573)

Un articolo dedicato ad un grande personaggio dell’era Sengoku, il periodo d’oro dei samurai, cui ci siamo ispirati per il nome della nostra Associazione; si tratta del grande generale Takeda Shingen, “la Tigre del kai”.

Takeda Shingen era il figlio maggiore del signore della guerra Takeda Nobutora (1493-1573) che aveva unificato la provincia di Kai, provincia montuosa nel centro di Honsu, l’isola principale del Giappone. Chiamato alla nascita Katsuchiyo, nell’ingresso alla vita adulta prese il nome di Harunobu. Sembra che il padre volesse diseredarlo a favore del fratello minore Nobushige, così egli, nel 1541, si ribellò con il sostegno di molti dei vassalli del padre e confinò quest’ultimo in esilio sull’Isola di Suruga, mentre suo fratello, che gli era affezionato, divenne suo fidato vassallo. Da quel momento in poi, Takeda fu coinvolto nelle guerre per ottenere la supremazia del paese; fu un abilissimo generale e buon amministratore delle sue province, dovette lottare continuamente con i due suoi più temibili avversari, Uesugi Kenshin a nord e Oda Nobunaga e yeiasu Tokugawa a ovest. Famoso è l’episodio in cui Kenshin riuscì a penetrare nell’accampamento di Shingen e lo colpì da cavallo con la spada, Shingen, rimanendo seduto sul suo sgabello parò il colpo del rivale col suo ventaglio di ferro senza scomporsi minimamente. Nel 1551 prese i voti di monaco buddista assumendo il nome di Shingen; era allora il signore della guerra (Daimyo) più importante ad est della provinvi di Mino e aveva le potenzialità e le capacità per fermare la marcia di Nobunaga alla conquista del paese. Durante quest’aspra lotta sconfisse più volte le forze di Nobunaga e dei suoi alleati ma nel 1573, durante l’assedio di un castello nemico, fu colpito da una pallottola e morì qualche giorno dopo per la ferita riportata; vale la pena aprire qui una parentesi sulla narrazione di questo fatto, perché ci fa capire come i samurai, oltre ad essere fortissimi e rudi guerrieri erano anche raffinati amanti dell’arte e della poesia. Shingen stava assediando il castello di Noda e una notte udì un suonatore di flauto che stava suonando una bellissima melodia dai bastioni, Shingen, attratto dalla melodia, volle avvicinarsi per ascoltare meglio ma una sentinella, accortasi della sua presenza, gli sparò un colpo di archibugio alla testa ferendolo mortalmente. Suo figlio Katsuyori e i suoi vassalli cercarono di tener nascosta la sua morte il più a lungo possibile ma alla fine, quando Nobunaga lo scoprì, si affrettò ad attacar battaglia con le truppe dei Takeda, ora prive del loro grande generale e le sconfisse nella celebre battaglia di Nagashino, dove la splendida cavalleria dei Takeda fu falciata dal tiro concentrato degli archibugeri di Oda protetti dalle palizzate. Takeda Shingen fu una figura complessa e a volte ambigua, sapeva farsi amare dei suoi sudditi per le sue capacità legislative ed amministrative ma al tempo stesso capace di comportamenti crudeli come nel caso del figlio Yoshinobu, costretto da lui a fare seppuku (suicidio rituale) accusandolo di attività sediziosa. Nel complesso però la sua fu una delle poche amministrazioni dell’epoca a tassare i sudditi in modo imparziale, inoltre eliminò le punizioni corporali per molti reati minori convertendole in multe pecuniarie e ciò gli valse il sostegno dei suoi sudditi.

Alessandro Aguzzi

NOTE BIBLIOGRAFICHE:

– Autori vari; Samurai, Scritti di guerrieri giapponesi; 2004, Luni Editrice.
– S. Turnbull; Le battaglie dei Samurai; 1991, Fratelli Melita Editori.

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